01/01/2017 - 31/12/2035

ALLA SCOPERTA di BREME

TIPOLOGIA TouRismo
ORARI (1) Dalle 09.30 alle 17.30
PERIODO TUTTI I GIORNI
LOCATION Al chiuso e all'aperto
CONTATTI Organizzatore: COMUNE DI BREME
Telefono: 328.7816360
Sito Web: Vai al sito
INGRESSO Gratuito
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INFO Solosagre.it consiglia sempre di consultare il link degli Organizzatori prima di partire!
Descrizione:

BREME IN PILLOLE

Breme (PV) è un piccolo borgo medioevale di circa 700 abitanti ricco di storia, sito nel polmone verde della Terra di Lomellina alla confluenza dei fiumi Po e Sesia.

Breme, è meta di numerose visite, alla scoperta degli interessanti monumenti storici, anticamente incastonati sapientemente come gemme nel caratteristico Centro Storico.

Breme vanta una importante storia millenaria,che ha inizio nel 906 quando il Marchese Adalberto d' Ivrea donò ai monaci benedettini di Novalesa (TO), cacciati dalle incursioni saracene, “le corti” di Breme e di Pollicino i quali, edificarono l'Abazia di San Pietro in Breme che divenne una delle più importanti abazie d'Italia e d'Europa nei secc. X –XIII.

 

COSA VEDERE

 

ABBAZIA DI SAN PIETRO (5 sulla Mappa)

L'edificio attuale è quello costruito dagli Olivetani intorno alla metà del ‘500 e radicalmente restaurato un secolo dopo, in seguito allo smantellamento delle fortificazioni sabaude.Il corpo principale è quello disposto attorno all'attuale cortile delle scuole, l'antico chiostro del monastero, ma facevano parte del complesso abbaziale anche i fabbricati del cortile adiacente, al n. 11 di Via Abazia S. Pietro, e la casa posta al n. 21, legata all'edificio principale da un arco sul quale si nota, molto sbiadito, l'emblema dei frati Olivetani. Completava il monastero il giardino terrazzato, situato a sud dell'edificio principale e chiuso da un muro di cinta. La chiesa abbaziale era situata sul lato nord del chiostro ed era «orientata», cioè rivolta verso Oriente, verso Gerusalemme, come tutte le chiese antiche. La facciata si trovava dove oggi c'è il cancello d'ingresso al chiostro e il presbiterio, posto sopra la cripta, era rialzato rispetto al piano della navata, come spesso si nota nelle chiese romaniche. Di essa non rimane più nulla, salvo alcuni archetti decorativi di stucco sul muro nord.

 

Breme cripta CRIPTA DELL'ABBAZIA (6 sulla Mappa)

Si è invece ben conservata la Cripta della Chiesa Abbaziale, probabilmente tra i primi edifici costruiti e dunque databile intorno all'anno 1000. È difficile ricostruire, sulla base di quanto è rimasto, la disposizione dei locali all'interno del monastero; con ogni probabilità, al piano terreno erano situati i locali comuni: la sala capitolare, il refettorio, lo scriptorium, l'erboristeria-farmacia, mentre al primo piano trovavano posto l'appartamento dell'abate e le celle dei frati.

Nell'ala ovest, l'attuale municipio, che costituiva l'ingresso al monastero, vi erano dei locali «di rappresentanza», mentre la casa a fianco, al n. 21, isolata rispetto al corpo principale del monastero, era adibita a foresteria. La parte rustica, con i servizi legati alle necessità del monastero (mulino, forno, officina, granai, stalle, ecc.), era probabilmente situata nel gruppo di fabbricati a nord della chiesa, nel cortile al n. 11.

 

CUCINA DEI FRATI (5 sulla Mappa)

Nei sotterranei, infine, trovavano posto i magazzini, la dispensa, la cantina, la ghiacciaia e la cucina; quest'ultima, in particolare, si è ben conservata e merita una visita: situata accanto al pozzo dell'acqua, vi troneggia un monumentale camino e alcuni fornelli in muratura.

Anticamente, dal locale adibito a cucina si poteva accedere al refettorio, attualmente utilizzato per altre destinazioni urbane.
E' possibile inoltre, visitare la ghiacciaia ancora molto ben conservata scendendo le scale dall'atrio dell'ingresso dell'attuale Palazzo Comunale.La cucina è periodicamente utilizzata per scopi didattici dalle scolaresche di Breme e dei paesi limitrofi.

 

CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA (1 sulla mappa)

Dedicata alla B.V. Assunta, è anteriore alla fondazione dell'Abbazia. Il marchese Adalberto d'Ivrea infatti, nel suo atto di donazione ai monaci di Novalesa, parla delle «corti di Breme e di Pollicino», e il termine «curtis» nell'alto medioevo indica un possedimento fondiario autosufficiente, dotato di mulino, forno, cantina, officina e, naturalmente, di una chiesa. Il fatto poi che alla chiesa fosse annesso un battistero testimonia l'importanza che Breme aveva nella zona, come punto di riferimento tra i paesi limitrofi.


La costruzione della Chiesa risale ai secc. X - XI, ma vi si scorgono tracce murarie di epoche precedenti. Lo stile è tipicamente romanico; la facciata, originariamente «a capanna», venne modificata nel XIII sec. con il rialzo della navata centrale e forse l'aggiunta delle due navate laterali; alla stessa epoca risale anche il bel campanile quadrato, situato posteriormente sul lato sinistro della chiesa. La muratura è principalmente in laterizio, con mattoni di diverse dimensioni alternati a ciottoli di fiume e sistemati in modo irregolare, tanto da far ritenere che in origine la facciata fosse intonacata e, forse, affrescata. Le cappelle laterali, che ampliano il volume complessivo dell'edificio, sono state aggiunte nel secolo scorso. Il sottogronda della navata principale e delle navate laterali è ornato da un motivo in mattoni «a dente di sega», tipico di molte costruzioni romaniche.

L'interno, molto rimaneggiato, è a tre navate, con abside semicircolare e senza transetto, come si nota spesso nelle chiese romaniche di area lombarda. I pilastri che sostengono la navata centrale, in laterizio e a sezione quadrata, sono affiancati e rinforzati da semicolonne di marmo (aggiunte nel 1933), come pure le arcate tra i pilastri. Il soffitto a cassettoni, dovuto anch'esso ai restauri del 1933, sostituì la bassa volta, neanche quella originaria, costruita nel secolo scorso.
Sempre ai restauri del 1933, dovuti al prevosto don Carlo Ferrandi, si deve la sistemazione attuale del presbiterio: fu costruito l'arco che lo separa dalla navata, sul quale sono affrescate figure di santi che fanno corona intorno alla Vergine Assunta; fu costruito il nuovo altare maggiore, sovrastato da un alto ciborio; sull'altare un grande crocifisso sostituì la pala d'altare (di autore anonimo, raffigurante la discesa dello Spirito Santo sopra la Vergine e gli Apostoli, si trova attualmente in sagrestia).

 

IL BATTISTERO (2 sulla mappa)

Situato sul lato destro della chiesa, è un gioiello dell'architettura romanica paleocristiana, risalente al Secolo VIII. La struttura esterna è poligonale, con muratura in laterizi misti a ciottoli di fiume, affiorante qua e là dall'intonaco sgretolato. La volta è spaccata da un lanternino, di epoca posteriore. Sul lato Est è situata una piccola abside, ora tutt'uno con la chiesa, che doveva forse costituire il nartece d'ingresso al Battistero.

L'interno, ora adattato a Cappella di S. Barnaba, è stato oggetto di importanti restauri eseguiti dal prevosto Don Giovanni Battista Amiotti negli anni 1896-98 (e, pare, suggeriti dall'allora vescovo mons. Merizzi). La pavimentazione fu rialzata in modo da coprire la vasca battesimale (a immersione, come in tutti i battisteri paleocristiani) e fu sfondata una parete, così da metterlo in comunicazione con la chiesa; a tutto l'insieme, poi, venne conferita un'intonazione neoclassica.
 
 
arte_ssebastiano_00.jpg (600×759) CHIESA DI SAN SEBASTIANO (3 sulla mappa)
 

Costruita nei primi anni del XVII secolo, era originariamente dedicata ai Santi Rocco e Sebastiano ed era sede di una delle numerose confraternite esistenti allora in paese. Nell'interno, costituito da un'unica navata, è pregevole l'altare in marmi policromi intarsiati, nel tipico stile del barocchetto piemontese.

Sull'altare un crocifisso ligneo sec. XVII, sulla destra lo stendardo della Confraternita, con dipinta la scena del martirio di S. Sebastiano.

 

natura_bosco_01 RISERVA NATURALE DELLA "GARZAIA DEL BOSCO BASSO" (4 sulla mappa)

La Riserva Naturale “Garzaia del Bosco Basso” sorge all'interno dell'ansa di un antico meandro del Po e occupa una fascia posta subito al di sotto di uno dei terrazzi più esterni del fiume, tra i comuni di Breme e Sartirana Lomellina, su depositi alluvionali risalenti all'Olcene Medio.Si tratta di una zona umida, alimentata da una serie di acque sorgive naturali, dovute ad un affioramento della falda, da cui partono il Cavo Giardino e il Colatore Massa, utilizzati per l'irrigazione. I fontanili sono l'elemento caratterizzante di quest'area nonché ambiente particolarmente idoneo allo sviluppo di numerose specie animali e vegetali tipiche dei microclimi umidi.

Da molto tempo nella riserva si è insediata una garzaia che anche, se in un'area ridotta, è considerata d'importanza Comunitaria: vi nidificano colonie di aironi ed esemplari di tarabusino, una particolare varietà di airone, ma anche usignoli di fiume e cannareccioni.

 

IL PRODOTTO TIPICO

 

caratteristiche-tb LA CIPOLLA ROSSA DI BREME De.Co (La Dolcissima)

Nel Giugno 2008 il Comune di Breme ha istituito ufficialmente il marchio De.C.O. alla “Cipolla Rossa di Breme” riconoscendo l'importanza di proteggerne la sua unicità. La denominazione “Cipolla Rossa di Breme” De.C.O. ha il fine di identificare e tutelare questa produzione di nicchia tipica della Lomellina e di fare tesoro della sua biodiversità.

Nel Giugno 2020 la “Dolcissima” è diventata Presidio Slow Food.

 

RICETTE DI BREME

 

???? FRITTATA DI CIPOLLE
Uova, cipolle di Breme, latte, pan grattato, sale e pepe.

Sbattere in una terrina le uova con sale, pepe, pan grattato e latte. Tagliare la cipolla a dadi, friggere e versare nella terrina. Cuocere in una padella la frittata e servire in tavola.

???? INSALATA DI CIPOLLE ALLA BREMESE
Tonno, cipolla di Breme, fagioli, olio, aceto e sale.

Tagliare le cipolle a listelle e metterle in un contenitore, aggiungervi tonno, fagioli e mischiare. Condire il tutto e servire.

???? ZUPPA DI CIPOLLE
Cipolle di Breme, burro, panna, brodo di carne, sale, pepe, pane casereccio secco.

Mondare e affettare le cipolle in gran quantità. Farle appassire lentamente per due ore con burro, sale e brodo di carne versato un po' alla volta. Infine unire altro burro, un po' di panna, grana grattugiato, sale, pepe e brodo fino a raggiungere la consistenza desiderata. Si gusta con crostini di pane.

 

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Lombardia, Breme (PV) - In paese

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