Massa - Carrara

200 abitanti (Maschi: 96, Femmine: 104)
Densità per Kmq: 173,00Superficie: 1.156,00 Kmq

Massa e Carrara è la più provincia settentrionale della Toscana, confina a ovest con la Liguria (provincia di La Spezia), a nord con l'Emilia-Romagna (province di Parma, collegata tramite il Passo della Cisa e Reggio Emilia), a sud-est con la provincia di Lucca e si affaccia sul Mar Ligure a sud-ovest.
La provincia di Massa e Carrara si suddivide convenzionalmente in due zone principali, distinguibili soprattutto dal punto di vista geografico: la parte costiera costituita dalla Riviera Apuana ( ovvero i comuni di Massa, Carrara e Montignoso); la parte continentale del territorio costituito dalla Lunigiana (questa zona confina con la Liguria e l'Emilia-Romagna). Tranne una breve fascia costiera, che ha come pianure la Riviera Apuana, lunga 14 km con le sue lunghe e chiare spiagge formate da finissimi granelli di ghiaia e la Versilia, la provincia è prevalentemente montuosa e collinare. Un elemento caratteristico della provincia sono le Alpi Apuane, montagne che raggiungono un'altezza massima di 1946,9 m nel monte Pisanino e da cui si estrae il celebre marmo di Carrara. All'interno della provincia è presente la Lunigiana , una vallata delimitata dall'Appennino a nord e dalle Alpi Apuane a sud, nella quale scorre il fiume Magra, che sfocia poi sul Mar Ligure, con un ampio estuario situato tra Bocca di Magra e Fiumaretta, frazioni del comune di Ameglia.

(fonte: wikipedia)

Come raggiungere Massa - Carrara
CON L'AUTO: Vedi cartina
CON L'AEREO: Gli aeroporti più vicini a Massa-Carrara sono:
gli aeroporti di  Pisa (Galileo Galilei) e di Firenze (Amerigo Vespucci) dai quali si può raggiungere la provincia tramite autostrade e reti ferroviarie.

(fonte: http://www.cittadimassacarrara.com/)
CON IL TRENO: Anche tramite il treno la  provincia di Massa-Carrara è facilmente raggiungibile.
Sia Massa che Carrara hanno una propria stazione autonoma, dalle quali poi, tramite mezzi pubblici, si possono raggiungiere tutti i paesi della zona. 
Anche nella Lunigiana comapaiono stazioni molto importanti per i vostri soggiorni e visite turistiche.
Le stazioni disseminate nella valle sono quelle di Aulla, Villafranca, Pontremoli, Minucciano-Pieve-Casola, Tresana-Terrarosa, Filattiera, Fivizzano-Rometta-Soliera. 

(fonte: http://www.cittadimassacarrara.com/)


Pillole di storia
La provincia di Massa e Carrara venne istituita nel 1859, con decreto di Carlo Farini, in previsione dei plebisciti di annessione al Regno di Sardegna degli ex ducati (Parma, Modena) e delle ex quattro legazioni pontificie (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì) d'oltre Appennino (territori poi individuati come regione Emilia-Romagna).
La provincia di Massa e Carrara fu suddivisa amministrativamente in due circondari: Massa (domini estensi storici del ducato di Modena) e Pontremoli (antichi territori del Granducato di Toscana fino a dieci anni prima), sostanzialmente continuando la previgente provincia estense. Fino al censimento del 1871 era compresa tra le province dell'Emilia, solo col censimento della popolazione del 1881 venne annoverata tra quelle toscane, dopo che gli fu unito il circondario di Castelnuovo di Garfagnana.

Nel 1923 furono staccati dalla provincia i comuni di Calice al Cornoviglio e Rocchetta di Vara, (facenti parte del circondario di Massa) che entrarono a far parte della nuova provincia della Spezia e tutti i 17 comuni del circondario di Castelnuovo di Garfagnana, che furono assegnati alla provincia di Lucca. 
La provincia di Massa e Carrara restò in attesa di una compensazione e riorganizzazione territoriale (fu ipotizzata la formazione di una cosiddetta provincia del marmo caratterizzata da comuni attività estrattive e manifatturiere che avrebbe dovuto estendersi nella zona di costa fino a comprendere i comuni della Versilia). La riorganizzazione territoriale della provincia, iniziata negli anni venti, alla fine degli anni trenta sembrava doversi inevitabilmente concludere con una diversa ristrutturazione amministrativa, così da risultare più funzionale a tutta l'area apuo versiliese sia per: interessi economici (attività manifatturiere e turistiche), servizi sociali (colonie marine), infrastrutture (strade litoranee). Tale radicale trasformazione amministrativa si stava configurando nel 1938/39 con la creazione di una grande Zona industriale per l'appena costituito grande comune unico di Apuania (ex ambiti amministrativi dei comuni di Carrara, Massa e Montignoso) e per i limitrofi comuni versiliesi ma tale processo fu bruscamente interrotto dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale

Nel 1938 i comuni di Carrara, Massa e Montignoso vennero fusi nell'unico comune di Apuania e in quello stesso anno fu istituita la "zona industriale apuana", che incluse nel relativo consorzio (C.Z.I.A.) anche i comuni della vicina Versilia. La provincia assunse il nome di provincia di Apuania.

Nel 1946 con decreto luogotenenziale (di Umberto II di Savoia) il nuovo comune di Apuania fu sciolto e la provincia non riprese la sua antica denominazione "Massa e Carrara" ma quello "Massa-Carrara"Massa-Carrara o Massa di Carrara era invece l'appellativo con il quale veniva definita la città di Massa a partire dal Settecento fino all'istituzione nel 1938 del comune di Apuania per distinguerla dalle altre località omonime. Il capoluogo provinciale fu posto nel ricostituito comune di Massa, anche se alcuni uffici e strutture di dimensione provinciale rimasero a Carrara. Con il Decreto-Legge del 22 Dicembre 2008 N°200, convertito nella Legge 9 del 2009 sulla semplificazione normativa, furono annullati sia il regio decreto del 1938 che il decreto luogotenenziale del 1946, lasciando aprire uno spiraglio normativo per il ripristino dell'antica denominazione Massa e Carrara.

Nel febbraio 2009 il deputato Bertolini in tal senso presentò una proposta di legge per la ridenominazione della Provincia da Massa-Carrara a Massa e Carrara, ma invece con il Decreto Legislativo del 31 Dicembre 2009
N°179
, venne annullata l’abrogazione del decreto luogotenenziale.

Dunque, ai sensi del citato decreto luogotenenziale n. 48 del 1946, Massa-Carrara resta la denominazione corretta a norma di legge.

(fonte: wikipedia)
Cosa vedere in città

Castelli

  • Castello Aghinolfi: di epoca altomedievale, è l'elemento identificativo di Montignoso. Già frequentato dagli antichi Liguri-Apuani, ha svolto per la sua vicinanza al mare e per il controllo diretto della sottostante via Francigena un eccezionale ruolo strategico nel corso della storia del territorio.
  • Castello Malaspina di Massa: rocca fortificata sorta come struttura militare, domina la città di Massa e la piana sottostante. Di origine altomedievale, durante il Rinascimento, sotto la signoria dei Malaspina, ha assunto la forma attuale di palazzo-castello, con i suoi imponenti bastioni, più volte modificati nel corso dei secoli per opporsi alla forza della nascente artiglieria. Accessibile ai diversamente abili solo fino al “Cortile dei Pozzi”.
  • Castello Malaspina - Accademia di Belle Arti: rocca medievale,  è oggi sede della più prestigiosa istituzione culturale e scolastica della Provincia: l’ Accademia di Belle Arti.  Fondata da Maria Teresa nel 1769, ebbe grande impulso sotto Elisa Buonaparte Baiocchi, che la trasferì nell’attuale sede, risultato della fusione dell’antico castello medievale con il palazzo principesco eretto da Alberico I Cybo Malaspina.
  • Fortezza Torre di Castruccio Castracani: la collocazione strategica sulle vie di transito ne favorì lo sviluppo dal mare ai monti e viceversa. Un porto di mare. In questo contesto va collocata la costruzione della fortificazione ad opera di Castruccio Castracani all’inizio del Trecento.
  • Castello Malaspina di Fosdinovo: nessun castello più di quello di Fosdinovo dà l’idea che, nel nostro immaginario, ci siamo fatti di un castello. I merli, le torri altissime, la collocazione visibile da ogni dove, le sue stanze e perfino il fantasma. Nella storia, quella vera, è stato uno dei castelli Malaspina più importanti, sulla piana di Luni e sulla via che da Luni portava a Lucca. Il Castello, feudo di uno dei rami dei Malaspina del Ramo Fiorito dal XIV al XVIII secolo, ha una notevole importanza storica ed architettonica. La costruzione dell’imponente fortezza, che si fonde incredibilmente con la roccia arenaria tanto da farla sembrare scolpita nella pietra viva, ebbe inizio nella seconda metà del XII secolo. Innalzata a dominio e difesa del primitivo Castro di Fosdinovo, nel 1340 venne ufficialmente ceduta dai Nobili di Fosdinovo a Spinetta Malaspina. Egli creò così il marchesato di Fosdinovo risiedendo nel Castello che il nipote Galeotto in seguito ingrandirà e abbellirà. Nel ‘500, grazie all’opera di Gabriele e poi di Lorenzo Malaspina, il Castello acquistò l’aspetto e la dimensione di corte rinascimentale, mentre nel ‘600, con Jacopo Malaspina, si ingrandì ancora di più fino a contare, nel 1636, ben ottocento “Fuochi”. Il Castello di Fosdinovo si compone di una pianta quadrangolare con quattro torri rotonde orientate, un bastione semicircolare, due cortili interni, camminamenti di ronda sopra i tetti, giardini pensili, loggiati ed un avamposto verso il Paese detto in antico lo “spuntone”, formidabile strumento difensivo - una sorta di rivellino. Protetta anticamente da un ponte levatoio, la porta d’ingresso duecentesca introduce su di un piccolo cortile in puro stile romanico dove una colonna marmorea ne sostiene i loggiati superiori. Dal piccolo cortile dove un tempo si trovavano i cannoni difensivi partono le larghe rampe di scale che conducono al grande cortile centrale. Questo presenta un elegante porticato rinascimentale con colonne in pietra, un pozzo ed un bel portale in marmo cinquecentesco che ci introduce nella visita delle sale del Castello, arredate ed affrescate alla fine del 1800: la Sala d’ingresso, la Sala da pranzo con il grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del ‘600, la Sala del trono, il grande Salone con gli attigui salotti e la camera del trabocchetto con la sottostante sala delle torture. Si racconta che proprio da questa stanza la marchesa Cristina Pallavicini, donna malvagia e lussuriosa, eliminasse i suoi amanti facendoli cadere nella botola situata ai piedi del letto. E proprio i trabocchetti erano una prerogativa del castello. Ne esistevano tre, due nel loggiato che dava sull’orto ed uno nella torre d’angolo. Alla loro base erano infissi affilati coltelli con la punta rivolta verso l’alto, di modo che il disgraziato, una volta caduto dalla botola attivata con una molla, veniva colto immediatamente dalla morte. Oltre a questi tremendi strumenti di tortura, ne esisteva un altro ancor più terribile. Si trattava di un braccio di ferro che sporgeva dal muro della torre, ad esso era applicata una carrucola ed un anello murato in terra, collegati da una corda. Il torturato veniva appeso a lasciato penzoloni sotto gli occhi di tutto il paese, finché non fosse morto. Nella più antica torre di levante si trova la “camera di Dante” dove, secondo la tradizione, dormì il sommo poeta quando fu ospitato al castello durante il periodo d’esilio. Gli affreschi presenti nel grande salone centrale raffigurano proprio l’antica amicizia di Dante con i Malaspina. La visita del Castello continua ai piani superiori fra innumerevoli altre sale arredate e lungo il camminamento di ronda, sopra i tetti, che offre uno spettacolo panoramico di incomparabile bellezza. Il centro culturale del castello propone alle scuole una molteplicità di laboratori per bambini gestiti da professionisti della didattica infantile. Scoprite i laboratori del centro culturale del Castello!
  • Fortezza della Brunella:  posti all’incrocio di due fiumi, Magra e Aulella, Aulla e il suo castello devono la loro storia, fin dal IX secolo, a questa collocazione e al confluire della via Francigena, della via del Volto Santo e di altre strade medievali da Parma, Genova, Luni, Lucca. Attualmente la Fortezza della Brunella ospita il Museo di Storia Naturale della Lunigiana ed è circondata da un parco naturalistico di notevole interesse.
  • Castello di Podenzana: il borgo è dominato dallo splendido Castello Malaspina, oggi privato, visibile dalla bassa vallata. Sorto poco dopo il Mille, fu conteso fin dal secolo successivo dai Malaspina e dai Vescovi di Luni. Nonostante il restauro generale, il castello conserva intatto il fascino del vecchio maniero.
  • Castello Malaspina di Terrarossa:  opera fortificata a controllo della viabilità di fondovalle, rappresenta un importante nodo lungo la via Francigena, a Licciana Nardi. Posto sulla strada della probabile antica Rubra, terra di passaggio e di mercato da sempre, dopo il restauro ospita una foresteria ed è sede di convegni. Il castello fu fatto costruire per volontà di Fabrizio Malaspina, nel secolo XVI, per sostituire le funzioni residenziali di una vecchia fortificazione medievale, situata sopra un'altura che domina la confluenza del Civiglia nella Magra. Nel 1627 per volontà del marchese fu ceduto al Granducato di Toscana, sotto cui rimase fino all'avvento delle armate napoleoniche. Dopo la fine del '700, con la fine del feudalesimo in Lunigiana, al piano terreno furono sistemate stalle, cantine e magazzini e ai piani superiori trovarono alloggio famiglie di fortune modeste. A partire dagli anni '80 del secolo scorso si è proceduto ad un recupero e valorizzazione del castello, che oggi nei propri saloni ospita conferenze, convegni e mostre.
  • Castello di Treschietto: castello di proprietà comunale, oggi, è ridotto allo stato di rudere, ma sono ancora visibili i resti della cinta muraria quadrata e dell’imponente torre cilindrica che la sovrasta.
    Di quello che fu il maniero del crudele Marchese di Treschietto, sterminatore di fanciulle, rimangono questi segni materiali e una grande suggestione
  • Castello di Bagnone: imponente torrione cilindrico di pietra, che domina un borgo mercantile, i suoi ponti ed i suoi portici. La sede di una delle enclaves fiorentine e toscane in Lunigiana, controllo delle strade e dei passi dell’Appennino. Un borgo moderno, allora, animato da traffici e commerci, da lingue e culture diverse che si incontravano sulla strada, la Via Francigena e la Via del Volto Santo.
  • Castello di Castiglione del Terziere: il borgo di Castiglione, nel comune di Bagnone, è dominato dal castello di origine altomedievale. Nel XIII secolo è annoverato tra i possedimenti dei Malaspina dello Spino Fiorito. Oggi il castello è di proprietà di Loris Jacopo Bononi che lo ha restaurato e ha creato il ‘Centro di Studi Umanistici Niccolò V’.
  • Castello di Monti: a Licciana Nardi, all’incrocio tra la Via del Volto Santo per Lucca e la strada che collegava l’Emilia Reggiana con la Via Francigena tramite il passo dell’Abbazia di Linari, ha svolto sin dal Medioevo un importante ruolo di controllo sulla viabilità. Le diverse testimonianze: maestà e dipinti del Volto Santo, il Tau dei cavalieri di Altopascio, l’antico nome del luogo (Venelia), i ponti e le strade confermano l’importanza di questo sito attraverso i secoli.
  • Castello di Bastia:  valle di Venelia è controllata da austeri castelli, il maniero di Monti, quello di Pontebosio, la torre di Licciana ed altre torri.
    Ma il più inquietante e medievale, per come il Medioevo abbiamo in mente, è il Castello di Bastia.
    Lassù, sul monte, con le torri ai lati e al centro, sembra manifestare il senso della potenza che i castelli trasmettevano alle popolazioni.
  • Castello Malaspina di Comano:  situato su un colle della Valle del Taverone, rivestì nei secoli un fondamentale ruolo di protezione della sottostante corte rurale, sorta, probabilmente, nell’alto medioevo.
    La torre centrale ed il recinto erano un modello di fortificazione. Oggi, la sua collocazione nello splendido ambiente circostante, nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, sovente punteggiato dai cavalli, rievoca una sensazione antica e suggestiva.
  • Castello della Verrucola: borgo murato da non perdere, nel territorio del comune di Fivizzano. Nel 1418 in una notte estiva Giovanni Maraccio, figlio illegittimo di un Marchese, guidò la strage dei signori Malaspina di Verrucola, assoldato dai Malaspina di Castel dell’Aquila. Sopravvisse un bambino, Spinetta, figlio del Marchese, che fu l’ultimo feudatario del castello prima del passaggio di Fivizzano a Firenze.
  • Castel dell’Aquila: domina dall’alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, abitato posto alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido, nel comune di Fivizzano. Qui nel 2004 è stato riportato alla luce uno scheletro integro, un cavaliere del XIV secolo, ucciso da un colpo di balestra conficcato in gola. Un caso divenuto protagonista di studi internazionali nel mondo dell’Antropologia e della medicina legale.
  • Castello del Piagnaro: domina la città di Pontremoli e fin dalle origini, intorno al X secolo, ha rappresentato un punto nodale nel sistema di difesa dell’antico borgo murato, definito nel Medioevo “chiave e porta della Toscana”. La posizione strategica del castello lo ha reso una fortificazione di fondamentale importanza, sia per la protezione del borgo murato sottostante, sia per il controllo delle strade e delle vallate che conducono ai passi appenninici. Il castello ha una struttura molto articolata e si sviluppa a partire dall’imponente mastio, che domina la parte più alta e più antica, per arrivare ai massicci bastioni sei-settecenteschi. Oggi è sede del Museo delle Statue Stele Lunigianesi.
  • Castello di Malgrate:  dalla piana del borgo fortificato di Filetto si vede un’alta stupenda torre merlata che si innalza sull’abitato di Malgrate, comune di Villafranca in Lunigiana. Con il castello domina una vasta area agricola, tagliata da importanti vie di comunicazione provenienti dalla Cisa, la Via Francigena, e dalla Garfagnana, la Via del Volto Santo. Nel castello e borgo murato nacquero e vissero personaggi illustri: umanisti come Bonaventura Pistofilo e controriformisti, come fra Silvestro Landini.
  • Castello Malaspina di Castevoli: uno dei tantissimi castelli del territorio comunale di Mulazzo.
    Il luogo è antichissimo: vi si ricorda, nel 998, una delle quattro pievi documentate per la prima volta in Lunigiana. Uno degli strumenti di controllo territoriale e stradale della sponda destra del Magra. Sul finire del secolo scorso il pittore e scultore Loris Nelson Ricci e la moglie Erika H. End lo hanno restaurato facendone una sede di arte.
  • Castello di Lusuolo: lungo la Francigena, nel territorio comunale di Mulazzo, costituì un importante difesa per il sottostante borgo e per l’antica pieve di S. Maria Assunta, detta “la Chiesaccia”. Il complesso attuale, frutto di una riedificazione seicentesca è articolato attorno ad un cortile con pozzo centrale sul quale si affaccia un bellissimo loggiato. Oggi è sede del Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana, dove sono raccolte le memorie di una migrazione epocale dei lunigianesi.
  • Castello di Villa di Tresana: semplice costruzione a pianta quadrangolare, nel 1400 venne arricchito con torrioni cilindrici ai vertici oppostirealizzati in pietra. Immerso nella vegetazione e coperto in parte da edera rampicante, il castello, richiama alla mente del turista modelli fiabeschi.
    L’edificio è di proprietà privata ed è stato completamente ristrutturato dagli attuali proprietari che lo utilizzano come residenza estiva.
  • Castello Malaspina di Tresana: imponente complesso dei ruderi del castello, in attesa di restauri, si presenta all’improvviso, incombente sul minuscolo borgo sottostante. Sono ancora ben visibili la base di una possente torre quadrangolare con volte a botte, oltre ai tronchi di due torrioni in pietra.
  • Castello di Malnido: ancora un nome negativo, legato alla strada. Un “mal nido” posto alla testa ed a controllo di una “villa franca”, luogo di commercio, di transito e di pedaggio, sviluppatosi lungo la Via Francigena.
    La statua di Dante Alighieri, recentemente innalzata ai piedi del castello, ricorda la frequente presenza del Poeta in Lunigiana e rimanda al tema del viaggio. Siamo nel cuore della terra dei Malaspina.

Pievi e chiese


  • Chiesa Parrocchiale di San Remigio: All’interno l’opera d’arte più interessante è il sepolcro di Galeotto Malaspina, in veste di cavaliere e scolpito nell’atto dell’investitura. Si noti la presenza della Vergine, del Cristo, di San Giovanni Battista, di Sant’Antonio e di San Jacopo Apostolo, i santi titolari dei principali ordini cavallereschi del Medioevo.
  • Chiesa di S. Leonardo al Frigido: questa pieve nel comune di Massa, ricostruita nel dopoguerra come sacrario, è ciò che resta dell’ospedale con chiesa annessa che fu dei Cavalieri di Malta. Secondo le indagini archeologiche la pieve sorge sul luogo di un preesistente insediamento di epoca romana (Taberna Frigida). Il portale in marmo di Carrara, finemente lavorato e attribuito al Biduino, è oggi esposto al Metropolitan Museum di New York per la Cloister Collection.
  • Duomo di Massa (Cattedrale dei Santi Pietro e Francesco):  è il più importante edificio cattolico di Massa. Nel Cinquecento già descritta come edificio di notevoli dimensioni e dotato di molti altari, fu ancora ampliato dopo l'erezione in collegiata nel 1629 e fornito di altari in marmo, tra cui quello maggiore sormontato da un grande ciborio a tempietto da riferire a Giovanni Francesco Bergamini.
  • Duomo di S. Andrea: cattedrale di Carrara, rappresenta il trionfo del marmo di Carrara. La più bella costruzione romanica della Provincia di Massa Carrara, facente parte del più importante patrimonio romanico della Toscana artistica, quella che fu la Pieve di Sant’Andrea Apostolo, oggi vi apre il cuore di Carrara. Quel centro storico difficile da trovare, il luogo della Carrara più antica, romantica ed anarchica con le sue, ultime, botteghe. Quelle dei cavatori delle cave incombenti tutto attorno. Da non perdere.
  • Abbazia di San Caprasio: chiesa, che fu fondata nel 884 da Adalberto di Toscana, con il castello e l’ospitale, sarà la prima di molte chiese ricostruite con i resti di un probabile insediamento romano. Dal 1050 risulta dedicata a S. Caprasio, santo eremita delle isole Lérins nella costa provenzale. La sua tomba è rimasta per secoli nascosta fino agli ultimi scavi che ci hanno restituito un complesso archeologico e culturale straordinario. Ospita il Museo e la Tomba di S. Caprasio.
  • Pieve di S. Maria Assunta, Venelia–Monti: Il nome Venelia, che, forse, deriva da un’antica divinità latina o celtica e individuava un villaggio nella zona dove oggi sorge Monti di Licciana, territorio comunale di Licciana Nardi , accomuna oggi una chiesa e le diverse statue stele qui rinvenute, segni religiosi di popolazioni preromane. La pieve, ricostruita completamente nel XVIII secolo, ha perso quasi del tutto le caratteristiche romaniche originali.
  • Pieve di Crespiano: a Comano.  “Oto magister me fecit”, recita una lapide nella Pieve rivelandoci il nome del maestro che la fece, nel 1079. Lo stile, come molte chiese e pievi locali, è, assieme, lombardo e toscano, a raccontare la funzione di incontro fra terre e culture rappresentata dalla Lunigiana e dalle sue strade.
    Qui si transitava verso l’Abbazia di Linari e l’l’Emilia, lungo una strada importante di collegamento con la Via Francigena.
  • Pieve di S. Paolo di Vendaso: una pieve di montagna, nel territorio comunale di Fivizzano, al cui arrivo si capisce la funzione che poteva avere per viandanti medievali che, da ore e giorni, camminavano, con ogni condizione metereologica. La pace che infonde l’entrata in essa è l’essenza del romanico, lo stile che, lungo la Via Francigena, come disse Goethe, unificò l’Europa.
  • Pieve di Codiponte: a Casola in Lunigiana, punto di guado, dove, poi, sorse un ponte che, nel Medioevo diede il nome al luogo, Capite Pontis. La pieve ed il castello sono legati a doppio filo alla viabilità, da prima dei romani. Ma Codiponte era anche la pieve battesimale centrale di un ampio territorio che dalle Apuane giungeva quasi agli Appennini. Un autentico centro territoriale.
  • Pieve di Offiano: pieve, posta in una cornice suggestiva, in una pianura circondata dall’Appennino Tosco-Emiliano e dalle Alpi Apuane, nel comune di Casola in Lunigiana, località Regnano, ha perso la sua originale struttura romanica a causa della ristrutturazione subita verso la metà del XVIII secolo. Come testimonia la formella bianca sulla facciata, che ritrae un pellegrino con la sua bisaccia, siamo in un luogo di meditazione lungo la Via del Volto Santo verso l’Ospitale di San Nicolao di Tea.
  • Pieve di Sorano: numerosi scavi archeologici hanno provato l’esistenza, nell’area, di un castellaro delle età dei metalli, cui si riferiscono anche le statue stele rinvenute presso la Pieve, poi di un insediamento romano abitato anche in epoca bizantina e longobarda, prima che, nel medioevo sorgesse la splendida Pieve di Sorano che si vede oggi, finalmente restaurata. Siete in un punto nodale della Via Francigena, luogo di incontro con strade laterali verso Lucca (la Via del Volto Santo) e verso l’occidente genovese, nel territorio comunale di Filattiera
  • Chiesa di Santa Maria Assunta di Groppofosco o Chiesaccia: un nome negativo, come avviene per molti luoghi di sosta (ospedalaccio, osteriaccia…) forse per ricordare qualche brutta avventura narrata dalla leggenda popolare. Qui era l’ospitale di Groppofosco, un nome inquietante. Di fianco alla chiesa, la grande casa colonica è quanto rimane di quell’ospitale posto in un punto di probabile guado e di incontro fra la Via Francigena e varianti laterali verso Lucca e il genovesato. Siamo nel comune di Villafranca in Lunigiana

Palazzi


  • Palazzo Ducale:  Residenza storica di Massa. Fu voluto da Alberico I, il quale abbandonò la sua storica dimora per una residenza migliore.Gli interni del Palazzo sono davvero sontuosi, ricchi di colonne, scalinate e loggiati, tutti rigorosamente in marmo bianco e realizzati da Francesco Bergamini. 

    Per volere di Teresa Pamphili invece il palazzo venne modificato all'esterno e Alessandro Bergamini riuscì, intervenendo sulla struttura e sul colore, a conferire al Palazzo un nuovo impianto stilistico. Oggi è chiamato dai messesi il Palazzo Rosso ed è sede degli uffici della Provincia e della Prefettura.

    Di straordinaria bellezza, la Grotta del Nettuno (aperta al pubblico), un suggestivo ninfeo dominato dalla statua del dio del mare, e il Salone degli Svizzeri, che presenta decorazioni ottocentesche e bellissimi affreschi.

 
(Fonte:  http://www.turismomassacarrara.it/)

Itinerari turistici
Itinerario 1.


Sulle tracce del Marmo: La pietra dei capolavori

Le Alpi Apuane sono monti del marmo,ricche di quei bacini marmiferi,i più famosi quelli di Carrara,divenuti autentico tesoro per un territorio che,grazie ad essi,è divenuto famoso nel mondo.
La magia delle cave si apre come una visione. Si entra cuore della montagna per toccare con mano la materia prima prediletta da artisti come Michelangelo e Canova.

Dalla stazione ferroviaria di Carrara-Avenza si imbocca via Petacchi per raggiungere viale XX Settembre, che si percorre in direzione di Carrara. Arrivati in prossimità del centro di Carrara si gira a destra in via Don Minzoni, si supera l'incrocio che porta aMassa e si prosegue in salita su via Erevan e poi su via Codena.

Superato l’abitato di Codena si curva a destra in via Bedizzano fino al paese di Bedizzano. Da qui una salita di 2 km conduce a Colonnata; da Colonnata si ripercorrono in discesa i due chilometri dell'andata e al bivio si svolta a destra in direzione Fantiscritti. Si prende il tunnel a sinistra e si attraversano le gallerie che portano ai celebriPonti di Vara, costruiti per sostenere il trenino a vapore che fino agli anni '60 trasportava il marmo al porto diMarina di Carrara, dove veniva imbarcato e spedito in tutto il mondo. Un’altra galleria sulla destra conduce a Lorano; da qui si prosegue per Torano e Carrara.

Da vedere

Di grande interesse per gli appassionati di scultura sono i numerosi laboratori artistici di Carrara e dei paesi circostanti. Suggestivo anche il panorama sui bacini marmiferi: la Galleria del Ravaccione e la Cava 177 sono visitabili il fine settimana da aprile a settembre.

Colonnata: piccolo borgo incastonato fra le cave di marmo, fu un attivo centro di estrazione marmifera già in epoca romana; da non perdere la degustazione del famoso lardo nelle tipiche botteghe del paese.

Carrara: Accademia di Belle Arti; Duomo; Piazza Alberica; Museo di San Francesco; Museo del Marmo.



Itinerario 2.

Rincorrendo il Medioevo.
Da Pontremoli a Licciana Nardi e ritorno

Da Pontremoli si procede per 10 km in direzione di Aulla sulla SS 62 della Cisa, fino al bivio per Bagnone. Si svolta a sinistra; si attraversa il Piano di Mocrone, Malgrate, e dopo 14 km si raggiunge il centro di Bagnone. Oltrepassato il ponte si prosegue verso Licciana Nardi, e si affronta una breve salita piuttosto impegnativa fino al castello di Bagnone. Da questo punto comincia un lungo saliscendi: si attraversano i paesi di Pegazzana, Croce, Gabbiana, Lusana e Villa di Panicale, prima di arrivare a Licciana Nardi, posta a 28,6 km dalla partenza. Al bivio si gira a destra in direzione di Aulla, e superato Monti di Licciana si piega a destra per Villafranca. Nei successivi 10 km si alternano salite e discese molto tranquille. A Villafranca in Lunigiana si imbocca sulla destra la SS 62 della Cisa in direzione di Pontremoli, e si percorrono gli ultimi 13 km che non presentano particolari difficoltà.

Da vedere

Il percorso è interessante sia da un punto di vista paesaggistico che storico. Oltre a scenari naturali pressoché incontaminati, si incontrano borghi, castelli medievali e pievi, tra cui la Pieve di Santo Stefano di Sorano a Filattiera lungo la Via Francigena

Bagnone:
importante centro economico in età feudale, si presenta con la rocca e il borgo porticato, separati dalle acque del torrente Bagnone. Da non perdere il castello di Castiglione del Terziere, costruito nel XII secolo su un precedente insediamento bizantino (VI-VII secolo).

Castello di Monti:  (XI-XIV secolo):
sovrasta l'abitato di Monti di Licciana Nardi, ha torri cilindriche e mastio quadrato.

Castello di Malgrate:
la torre cilindrica domina la valle di Bagnone.

Villafranca:
all’interno di un vecchio mulino, il Museo Etnografico offre uno spaccato sulla cultura contadina della valle del Magra. Nei pressi dell'abitato si trovano il borgo murato di Filetto e quello di Virgoletta.



Itinerario 3.


Luoghi di fede e difesa.
Da Pontremoli ad Aulla


Dalla stazione ferroviaria di Pontremoli si risale il corso del fiume Magra, in direzione del Passo della Cisa, e dopo circa 1 km si gira a sinistra. Si entra a Pontremoli dall'antica porta della città, si attraversa il centro storico (piazza Duomo, piazza Repubblica e via Cavour) e si esce dalla Porta Sud. Superato l'antico e caratteristico ponte sul Magra, si seguono via Caldana, via Primo Maggio e viale Europa. Lasciata Pontremoli si prende la SP 31; e dopo una breve ma ripida salita si sottopassa e poi si costeggia l'autostrada A 15 Parma-La Spezia.

Si devia per Ponte Teglia dove si oltrepassa l'omonimo torrente, si entra nel comune di Mulazzo, si supera il torrente Carrara, le località di Arpiola e Groppoli, il torrente Geriola e si sottopassa l'autostrada A 15.
Al cartello stradale che indica Ponte Magra si gira a destra, e si raggiunge  Lusuolo percorrendo un piacevole saliscendi nel bosco. Si attraversa l'intero abitato, dall'una all'altra porta; si scende per stretti e ripidi tornanti, e si risale lungo un tratto breve ma ripido fino a Barbarasco.
Si prosegue per Aulla toccando il fiume Magra e la località Terrarossa. Da qui si segue la SS 62 fino ad Aulla, e poi l' indicazione per la stazione ferroviaria.

Da vedere

Pontremoli: cittadina ricca di storia e di cultura, tappa obbligatoria lungo la Via Francigena: nella chiesa di San Pietro è conservato un bassorilievo in arenaria del XII secolo raffigurante il labirinto, antico simbolo della Via Francigena. Da visitare l'intero borgo con i suoi ponti medievali, le vie lastricate, le chiese e, nell'antica fortezza del Piagnaro, il Museo delle Statue Stele che conserva le misteriose sculture antropomorfe (III millennio-VI secolo a.C.) ritrovate nel territorio lunigianese.

Castello Malaspina di Lusuolo: sede del Museo dell’Emigrazione della Gente di Toscana.

Aulla: Museo di Storia Naturale presso la Fortezza della Brunella; Abbazia e Museo di San Caprasio, i cui recenti scavi ne hanno confermato l'importanza lungo la Via Francigena.



Itinerario 4.


Alla scoperta della costa

Una bella riviera sabbiosa, lunga 20 km, attrezzata con stabilimenti balneari dove non mancano i centri nautici per dedicarsi ai classici sport del mare: vela e windsurf prima di tutto. 

Marina di Carrara

Marina di Carrara, grazie al suo Club nautico, di notevole interesse turistico, è stata fucina di campioni che si sono distinti sui campi di regata di tutto il mondo come ad esempio Luca Santella, i fratelli Chieffi a Paolo Bottari. Di notevole bellezza l’arredo urbano di Piazza Menconi, completamente lastricata in marmo e con una splendida fontana.

Marina di Massa

Marina di Massa, già famosa nei primi del Novecento, divenne la sede di alcuni villini aristocratici, costruiti secondo lo stile Liberty allora in voga. Tra i più significativi si ricordano Villa Corsi, Villa Doria e Villa Franca. Nello stesso periodo sorgeva per accogliere i bagnanti lo storico Hotel Italia. Nel 2009, Piazza Bad Kissingen, simbolo della gemellaggio con la città tedesca, è stata completamente restaurata e offre al turista il bellissimo monumento marmoreo Le Vele realizzato su bozzetto di Pietro Castagna.

Ronchi e Poveromo

Ronchi e Poveromo accolsero, qua e là, ville signorili circondate da vaste pinete e anche pensioni che erano destinate ad un turismo di èlite. Qui - afferma Moravia - mi sento, nello stesso tempo, protetto e dilatato. Le Apuane e le memorie mi difendono dall’infinito; il mare, invece, è la metafora di una infinita apertura.

Cinquale di Montignoso

Cinquale, nota località della Versilia, da sempre meta di illustri personaggi e artisti di ogni tempo, come Enrico PeaGabriele D’Annunzio ed i pittori quali Carlo Carrà e Mino Maccari che qui vissero e trovarono ispirazione.
Il caratteristico porticciolo, che ospita oltre duecento posti barca, offre un bellissimo scorcio sui monti delleApuane. Sul lungomare il monumento alla Linea Gotica ricorda i sanguinosi scontri della Seconda Guerra Mondiale. Risalendo il corso del Fiume Versilia si raggiunge l’ara naturale protetta del Lago di porta, una zona umida costiera di grande interesse gestita dal WWF e Legambiente.




(Fonte: http://www.turismomassacarrara.it/)


Andare per i musei
  • Museo diocesano di Massa:  inaugurato nel 2003, ha sede nel palazzo dei Cadetti (ex Palazzo Vescovile), fatto costruire nel 1580 dal principe Alberico I Cybo-Malaspina, destinato inizialmente ai figli cadetti della famiglia, subì nel tempo varie trasformazioni, fino all’età napoleonica quando fu abbandonato e cadde in grave degrado. Con la Restaurazione, la duchessa Maria Beatrice d'Este lo donò al vescovo Francesco Maria Zoppi, quale sede episcopale; funzione che mantenne fino al 1970 quando il nuovo vescovo Aldo Forzoni spostò la sua residenza presso il seminario. Il Museo conserva le opere d'arte, suppellettile liturgica e paramenti sacri provenienti sia dalla Cattedrale di San Pietro e San Francesco, sia da altre chiese del territorio diocesano
  • Museo dantesco lunigianese: oggi Museo'Casa di Dante in Lunigiana', è dedicato al rapporto tra Dante Alighieri e la regione storica della Lunigiana Storica, comprendente le attuali province di La Spezia e di Massa - Carrara. È ospitato in una casa-torre del XIII secolo a Mulazzo ed è una creazione del Centro Lunigianese di Studi Danteschi (CLSD), che ne è il gestore (info www.lunigianadantesca.it). L'esposizione, intitolata al dantista mulazzese Livio Galanti ospitata presso la struttura polivalente della "Casa di Dante in Lunigiana" (ente del CLSD), la quale comprende anche la "Biblioteca Dantesca Lunigianese"intitolata a Giovanni Sforza, la "Galleria Artistica" dedicata a Romano Galanti, il "Percorso Didattico", dedicato al dantista pontremolese Paride Chistoni, e il Book shop.  Quattro totem a tre facce, per un totale di dodici grandi pannelli didattici, rendono la visita al museo particolarmente utile e agevole per le scuole di ogni ordine e grado.
  • Museo territoriale dell'alta valle Aulella: ha sede in palazzo Ambrosi, nel centro del borgo di Casola in Lunigiana.  Il museo raccoglie testimonianze dell'identità culturale delle genti locali e presenta il territorio da diversi punti di vista, seguendo un percorso tematico e cronologico. Dell’epoca preistorica sono conservati reperti del Paleolitico medio e dell'età dei metalli, rinvenuti nei siti della Tecchia di Equi, della Tana della Volpe e della Grotta delle Felci. Il percorso prosegue in ordine cronologico: dalle statue stele (presenti in calco), ai castellari, ai resti romani.Una sezione tematica è dedicata alla religiosità popolare che si riflette nell'arte sacra locale: calici, ostensori e paramenti sacri, opere realizzate in loco dalle Confraternite, i lanternoni, le maestà.Nel museo sono inoltre presenti indicazioni per diversi itinerari didattici in vari siti importanti della zona.
  • Museo civico del marmo di Carrara: fondato a Carrara nel 1982, il Museo civico del marmo è una struttura espositiva dedicata alla produzione e alla lavorazione del marmo nelle Alpi Apuane.
  • Museo audiovisivo della Resistenza:  patrocinato dalle Province di Massa-Carrara e di La Spezia, è dedicato al periodo storico della Resistenza Italiana della Seconda Guerra Mondiale nella Lunigiana. Situato in località Le Prade, a Fosdinovo, conserva al suo interno numerose testimonianze audio-visive della lotta di Resistenza nel territorio Apuo-lunigianese, e quindi nell'area circostante la famigerata Linea Gotica, in cui si svolsero cruenti battaglie tra partigiani e occupanti nazifascisti.
  • Museo etnologico delle Apuane: interessante museo etnografico e antropologico situato a Massa in via degli Uliveti 33
  • Museo di Storia Naturale della Lunigiana: inserito nell'edificio centrale della Fortezza della Brunella a Aulla, è articolato in quattro sale espositive, riallestite nel 1997, che offrono una descrizione completa e innovativa del paesaggio lunigianese, incentrando l'attenzione del visitatore sul rapporto tra le attività  umane della civiltà  agro-silvo-pastorale e le risorse naturali. E inoltre presente una biblioteca scientifica consultabile durante gli orari di apertura del Museo.
  • Museo Etnografico della Lunigiana: si trova a Villafranca in Lunigiana e offre una sintesi approfondita della cultura popolare della Lunigiana e della sua civiltà contadina, che, rimasta immutata per secoli, a partire dalla fine del secolo scorso cominciò a subire profondi cambiamenti avviandosi a una rapida scomparsa. 
    Si articola in tredici sezioni, ordinate per tematiche e cicli produttivi, e prendendo spunto dagli oggetti della vita quotidiana, gli attrezzi di lavoro e i manufatti artigianali, spiegano le attività primarie dell'economia e gli usi e costumi delle comunità rurali. 

(Fonte: wikipedia)
Eventi
  • Quintana Cybea:  (primo sabato di agosto), rievocazione storica dell'antico torneo cavalleresco nella città di Massa. Possono partecipare alla “tenzone” cavalieri provenienti da tutta Italia scelti dai 5 Borghicittadini o per diretta richiesta da parte dei cavalieri stessi, indirizzata al Borgo. I cavalieri, il cui ordine di partenza viene sorteggiato, devono correre tre “carriere” (tre manches), la disputa consiste nel tentare di infilare, nel minor tempo possibile con la propria lancia lignea, in resta, il maggior numero di anelli all’interno dell’idonea pista circolare di metri 20×48; il corridoio di corsa è largo quattro metri. Lungo la pista sono istallati su apposite aste anelli in metallo con diametro di misura decrescente (grande 12cm., medio 9cm., piccolo 7cm.) sui quali, per facilitarne la localizzazione, sono applicati dei cordini colorati. La classifica finale della giostra sarà data dal computo del tempo reale impiegato dai cavalieri e dal numero di anelli “infilzati” o “mancati” sulla base del rapporto dimensione-tempo: 1 anello grande mancato 12 ’’, 1 anello medio mancato 09 ’’, 1 anello piccolo mancato 06 ’’. Vince il cavaliere che al termine delle tre “carriere”, sommando il tempo reale impiegato al tempo scaturito dalla mancata presa degli anelli, avrà realizzato il tempo reale più basso. In caso di parità i cavalieri disputeranno un prova suppletiva. Durante il periodo della Giostra la città si anima di colori e sapori con autentiche cene rinascimentali in abiti storici.
  • Festival Ballet: (Luglio) tradizionale appuntamento con il Concorso e Stage Internazionale di Danza è ideato da Simone Ranieri con il contributo del Comune di Massa. Stage di classica, modern, contemporanea, jazz, hip hop ma anche concorso, formazione competizione e divertimento. Il Festival Ballet sarà ancora, e soprattutto, spettacolo con la serata finale del concorso pronta a portare tutti i finalisti in tv. I protagonisti sono giovani e giovanissimi aspiranti ballerini professionisti e non che attraverso il Festival Ballet sognano di spiccare il volo verso compagnie, corpi di ballo, accademie e teatri prestigiosi.
  • Estemporanea notturna di pittura "Menhir": (Giugno) impegnerà alcuni artisti selezionati su temi a loro scelta. A Villafranca in Lunigiana diciassette pittori trasformeranno le tele bianche in opere artistiche, sera dopo sera.
  • Musica sulle Apuane: (Da giugno a ottobre) stagione di concerti in quota guardando al mare. Musica sulle Apuane è un progetto di CAI Club Alpino Italiano Massa – Sezione Elso Biagi con la Direzione artistica della pianista Gioia Giusti. Nasce nel 2013 e si evolve crescendo grazie alla collaborazione di numerose realtà e individualità del territorio versiliese e apuano.
  • Carrara Marble Weeks: (da Giugno e a seguire ogni fine settimana)si rinnova l'appuntamento con percorsi d'arte con installazioni, sculture, design, mostre, eventi culturali, intrattenimento e spettacoli animeranno il centro storico della città. Anche l'edizione 2015 celebrerà, con molte nuove proposte, il marmo, non mancherà un ricco calendario di spettacoli che accompagneranno il visitatore lungo i percorsi dedicati all'arte, all'architettura e al design. Anche gli atelier di scultura saranno protagonisti con sculture, opere di grandi dimensioni, oggetti di marmo e pezzi di design realizzati autonomamente o grazie alla felice collaborazione con autori famosi.


(Fonte:  http://www.turismomassacarrara.it/)

Gastronomia

L'alta Toscana e la provincia di Massa Carrara sono ricchissime di prodotti alimentari tipici, cucinati in un assortimento di varianti locali, da una moltitudine di trattorie e piccoli ristoranti, per lo più non ancora toccati dalla standardizzazione.

  • A Massa si possono provare i vini del Candia serviti in alcune mescite ove vengono offerti anche cibi veloci: salumi locali, pasta fritta (sgabei), testaroli al pesto e da assaggiare assolutamente il notissimo Lardo di Colonnata prodotto nella nostra frazione omonima.
  • Sempre a Massa, piatti da non perdere: i tordelli , la torta di riso alla massese, ed i popolari taglierini con i fagioli
  • Nella ampia valle della Lunigiana, si possono incontrare prodotti e piatti di una tale varietà che non è facile elencarli: la torta di erbi, i panigacci, la pattona, la marocca di Casola, il pane di Vinca, la caciotta, il pecorino, la mortadella e il filetto della Lunigiana, la spalla cotta di Filattiera, la carne di cavallo di Comano e quella di agnello di Zeri.

Per chi vuole sbizzarrirsi la cucina massese, carrarina e lunigianese offre tantissimi spunti


(Fonte: http://terraapuana.com/)

ALTRE INFORMAZIONI
Nessun evento trovato
Dove acquistare prodotti di artigianato locale

Nessuna attività/locale presente

Dove campeggiare

Nessuna attività/locale presente

Dove con i tuoi animali

Nessuna attività/locale presente

Dove dormire
Dove fare shopping

Nessuna attività/locale presente

Dove mangiare
Dove organizzare il tuo evento

Nessuna attività/locale presente

Dove per l'automobilista

Nessuna attività/locale presente

Dove per la tua salute

Nessuna attività/locale presente

Dove rilassarsi e divertirsi

Nessuna attività/locale presente

Dove trovare prodotti tipici
Servizi

Nessuna attività/locale presente